
A SUD DI NESSUN NORD
BRIGANTI e CONTRABBANDIERI è questo il titolo del grande evento culturale organizzato dall’Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco di Vallesaccarda lo scorso 27 Dicembre.
Al cospetto di un pubblico numeroso proveniente da diverse regioni del Mezzogiorno d’Italia si sono alternati grandi artisti e autori di livello nazionale ed internazionale che hanno raccontato in maniera davvero suggestiva storie e leggende legate ai fenomeni del Brigantaggio, della Questione Meridionale e del Contrabbando.
E’ stata una manifestazione davvero unica nel suo genere considerato che oltre alla musica, magistralmente affidata a interpreti quali Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, Davide Van de Sfross, Toni Santagata e Mimmo Cavallo, è stato dato ampio risalto all’intervento del noto scrittore Pino Aprile che ha presentato il suo ultimo libro: “Terroni”. Il tutto è stato coordinato da Antonio Perna che il pubblico televisivo conosce bene per aver interpretato il brigante Giuseppe Schiavone nel film andato in onda su Rai Uno “Il Generale dei Briganti”.
Alla fine della manifestazione gli organizzatori hanno voluto ringraziare, tra gli altri, anche il Museo Etnografico “Beniamino Tartaglia” per aver concesso gran parte degli oggetti con cui è stata allestita la scenografia e il comune di Aquilonia nella persona del consigliere Mirco Annunziata presente in sala.
Al concerto-spettacolo ha assistito anche una delegazione della nostra associazione che poi si è intrattenuta fina a tarda ora con tutti gli artisti che ci hanno omaggiato con una locandina autografata.
Quello che ci ha colpito maggiormente, oltre all’interpretazione finale di “Brigante se More”, canzone straordinaria senza tempo, sono state le parole che ci ha raccontato il cantautore comasco Davide Van de Sfross “dobbiamo creare un bel ponte culturale tra nord e sud, bisogna sconfiggere i pregiudizi e l’ignoranza che sono alla base di tutte le discriminazioni territoriali. E poi in definitiva ogni territorio geograficamente e' a sud di un altro. ”
Un’ analisi lucida e intelligente che noi di Aquilonia-Carbonara condividiamo in pieno.
Noi siamo fieri di essere a Sud ……. di nessun Nord.
Gelindo,Antenore,Aldo,Ferdinando,Agostino,Ovidio ed Ettore
Nella pianura reggiana, in località Campi Rossi si trova la casa della famiglia Cervi, ora trasformata in un museo.
Nel 1943 la dittatura fascista imperversa, nei fratelli Cervi cresce il disprezzo per gli squadroni di Mussolini che danno alle fiamme libri, le Case del Popolo e uccidono l’idea di libertà che il padre Alcide gli aveva instillato.
Iniziano così le loro prime attività clandestine antifasciste offrendo ospitalità ai combattenti partigiani, che in quella zona stavano formando i primi Gruppi di Azione Partigiana (GAP) e i primi Comitati di Liberazione Nazionale (CLN).
Il rischio di rappresaglie è forte.
Una sera di Novembre casa Cervi, viene accerchiata dai fascisti i quali intimano a tutti di uscire e di arrendersi.
Insieme con il padre vengono portati in prigione e la mattina del 28 Dicembre 1943 i fratelli vengono fatti uscire con il pretesto di dover andare a Parma per il processo. Alcide rimane da solo nella cella.
Aspetta il ritorno dei figli.
Non torneranno più.
Vengono portati nel Poligono del tiro a segno di Reggio Emilia e fucilati: il maggiore aveva 42 anni, il più piccolo 22.
Smart Art lungo il percorso della memoria
Le opere di Peppe Piumelli al Museo Etnografico “Beniamino Tartaglia” di Aquilonia
Venerdì 20 dicembre 2013 si è tenuta, presso il Museo Etnografico “Beniamino Tartaglia” di Aquilonia, l’inaugurazione della mostra “Smart Art –
L’arte al tempo del computer. Lungo il percorso della memoria”.
L’esposizione è dedicata a una selezione di opere di Peppe Piumelli, artista originario di Calitri che ha sviluppato uno stile compositivo del tutto personale. Le tele sono infatti una combinazione di immagini elaborate al computer, la cui stampa viene poi arricchita da un’esecuzione pittorica in acrilico. Il risultato sono composizioni astratte completamente aperte all’interpretazione del visitatore. Un’interpretazione che si basa in primo luogo sull’impatto emotivo che l’osservatore può trarre dalla grande vivacità cromatica.
Proprio questa “esplosione” di colore è il primo elemento che genera un contrasto con gli ambienti del Museo, abituato ai toni caldi di legni, pietre e metalli: ma si tratta di un contrasto felice, che genera armonia lungo il percorso espositivo. L’altro grande contrasto, com’è forse ovvio aspettarsi, è quello che si ha nel confronto tra il racconto della memoria della storia materiale collettiva, e un’espressione artistica del tutto moderna e personale.
Tuttavia, questi contrasti non sono contraddizioni. Come ha sottolineato il direttore Donato Tartaglia, nell’inaugurare la mostra, esporre l’opera di Piumelli nel percorso museale è del tutto coerente con ciò che il Museo vuole e deve essere: non il luogo della nostalgia e di un impossibile ritorno al passato; bensì conoscenza e rispetto per la propria memoria, che servano però a progettare il proprio futuro di comunità. Sapere da dove si viene, per capire meglio dove andare, come già il fondatore Beniamino Tartaglia aveva immaginato il progetto culturale del Museo.
In questo senso, la presenza delle opere di Piumelli non è casuale: egli è un professionista che sceglie di rimanere a vivere ed operare nel nostro territorio, spendendo per esso le proprie competenze e la propria passione. Una passione riversata nelle sue composizioni, che dunque sono inevitabilmente figlie, a modo loro, di questo stesso territorio.
La mostra nei locali del Museo, inclusa tra le iniziative che “animeranno” Aquilonia durante il periodo festivo, resterà aperta al pubblico fino a sabato 11 gennaio 2014.
Grazie