
Molti certamente ricorderanno come recita il vecchio adagio “vuoi la sorta amara, Muntuerd e Carunar” .
Ebbene oggi questo trend è stato invertito almeno a giudicare da quello che hanno saputo fare gli ultimi due comuni della Campania (geograficamente parlando) che grazie alla sinergia tra staff politico e staff tecnico sono riusciti a piazzare due importanti progetti da un milione di euro ciascuno ai primi due posti della nostra regione e tra i primi posti in ambito nazionale nel concorso denominato “6000 campanili”.
La notizia noi di “Aquilonia-Carbonara” l’avevamo già data appena il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva dato l’ufficialità del finanziamento.
Oggi la piacevole vicenda si arricchisce di un ulteriore passaggio formale molto importante che è la pubblicazione del decreto di finanziamento sulla Gazzetta Ufficiale, pertanto ora può essere attivato tutto l’iter amministrativo per fare la gara e realizzare le opere previste che, per ciò che riguarda il nostro comune, sono il rifacimento di alcune strade, marciapiedi e arredo urbano.
In allegato pubblichiamo l’articolo comparso oggi sul quotidiano di Napoli “IL MATTINO” che rappresenta indubbiamente una bella vetrina per questi due comuni, Aquilonia e Monteverde appunto, che nonostante oggettive difficoltà logistiche sono riusciti a salire alla ribalta nazionale portando a casa una montagna di soldi.
Da parte nostra rinnoviamo i complimenti ai sindaci, e alle loro amministrazioni, per il brillante risultato raggiunto con la speranza e l’augurio di raggiungere nuovi traguardi.
Staff “Aquilonia-Carbonara”
Riceviamo dal Prof. Roberto Antonelli (Docente di Scienze Motorie e Sportive, Specializzato in Management dello Sport, Specializzato in Sport Educativo, Docente ai corsi per Istruttori di Calcio della FIGC o semplicemente aquiloniese DOC) e volentieri pubblichiamo.
Premessa
Il presente lavoro nasce da un invito rivoltomi da alcuni amici di redigere alcuni articoli che avessero come tema il calcio giovanile. Nei miei interventi analizzerò, nello specifico, il mondo delle scuole calcio.
Prima di parlare di ciò che occorre per realizzare in maniera concreta ed efficace un progetto di scuola calcio, sia dal punto di vista organizzativo che tecnico, ritengo opportuno soffermarmi ad analizzare alcuni cambiamenti che hanno caratterizzato la società contemporanea nell’ultimo ventennio.
I bambini d’oggi non hanno molti spazi liberi dove giocare (quali strade, prati, ecc...) e là dove tali spazi sono garantiti, il tempo libero a loro disposizione è sempre minore, visti i molteplici impegni in attività nelle quali il movimento è una componente marginale.
A questo và aggiunto che, in seguito allo sviluppo della tecnologia, della tv, del computer, della play station e di tanti altri giochi moderni, i bambini sono sempre più invitati a vivere tra le mura domestiche in modo assolutamente statico.
Così già a 7-8 anni hanno spalle bloccate come i loro nonni, spesso hanno i piedi piatti, colonne vertebrali deviate per scoliosi, cifosi e lordosi, portamenti rilassati e ancor più spesso sono obesi.
Tutto questo è assolutamente patologico per quest’età e già gli esperti parlano di una nuova malattia infantile: la sindrome da appartamento, una serie di paramorfismi dovuti ai giochi fatti alla consolle, alle tante ore passate davanti alla TV, alla sedentarietà, ad una vita vissuta chiusi in casa. Luoghi comuni? Forse, ma è vero che basta osservare bambini e ragazzi per rendersi conto che non sanno più come si fa a giocare in gruppo e all’aperto: la loro ludicità si esprime a spintoni, a strattoni... non sanno organizzarsi da soli e hanno sempre bisogno di un adulto che li “diriga”.
I pochi che hanno la fortuna di praticare un’attività sportiva (per una o due ore la settimana) spesso sono precocemente indirizzati alla specializzazione e all’agonismo dagli istruttori e dalle aspettative dei genitori e il risultato perciò non sempre è migliore di quello dei loro coetanei sedentari.
In conclusione, ritengo di poter affermare che il compito fondamentale di una società sportiva sarà quello di creare un ambiente ideale in grado di porre il bambino al centro del progetto didattico - sportivo, fornirgli una forte impronta sociale, aiutarlo a convivere con gli altri nella formazione del proprio carattere e nella crescita del proprio corpo. Questo senza mai dimenticare il fine principale che lo sport deve rappresentare: un mezzo e un modo per consentire al bambino di esprimere la propria personalità, di giocare, gioire, godere delle proprie prestazioni, conoscere la solidarietà, l’amicizia la lealtà, sia verso i compagni che verso gli avversari; costruire la determinazione, la forza di volontà, lo spirito di sacrificio, condizioni indispensabili per il raggiungimento di qualsiasi traguardo nello sport così come nella vita.
Per necessità esplicative suddividerò l’argomento da trattare in una serie di contributi che permetteranno al lettore di avere una conoscenza più ampia e dettagliata possibile della Scuola Calcio
IL PERCHE’ DI UNA SCUOLA CALCIO: LE FINALITA’
Il primo contributo vuole porre l’accento su alcuni aspetti di carattere generale che possano aiutare a capire l’importanza e la responsabilità di coloro che si apprestano ad aprire una Scuola Calcio
In base a quanto enunciato sopra, l’obiettivo principale è quello di promuovere lo sport a partire dai più piccoli, dai bambini, perché è dalla base che si creano i presupposti per una reale cultura sportiva.
Per questo bisogna porre la nostra attenzione soprattutto a questo settore, avendone particolare cura e facendo scelte in funzione del suo maggiore sviluppo.
E’ auspicabile che i giovani vivano lo sport, inteso come palestra di prova, coraggio e lealtà, come la terapia capace di porli al riparo dai rischi dell’età e dai pericoli quotidiani.
Occorre essere consapevoli che ai bambini vada offerto un ambiente sano, un luogo nel quale tutti possano svolgere con serenità un’attività sportiva ed ambire ad una crescita umana armonica sviluppando, nel contempo, le proprie abilità motorie.
Un luogo dove imparare, esprimersi e sperimentare ma senza affrettare i tempi ed evitando l’esasperazione agonistica che può sfociare nell’abbandono precoce (fenomeno del drop-out).
Non deve apparire utopia che i giovani possano essere educati a concepire l’agonismo quale rifiuto della sopraffazione e a vivere lo sport come sano confronto e miglioramento delle proprie capacità.
Attraverso il gioco del calcio, inteso non solo come attività fine a sé stessa, ma come mezzo di crescita e sviluppo personale e sociale, la società sportiva può diventare un’unica grande squadra formata da persone che cooperano per scopi comuni e che hanno la stessa visione dello sport.
Una società così impostata è più attenta alle persone che ai giocatori, al percorso educativo che al campionato o ai soli risultati numerici.
Le finalità di una scuola calcio,quindi, devono mirare soprattutto allo sviluppo delle capacità motorie, tecniche, tattiche, mentali, sociali ed etiche dei propri tesserati, attraverso l’intervento di tecnici qualificati, affiancati da figure altamente professionali del settore sportivo, medico, educativo,ecc,
La ricerca della performance sarà la conseguenza di uno sviluppo equilibrato della persona e non la priorità ricercata magari a scapito della crescita dei propri ragazzi.
Ed è per questo motivo che l’intento non dovrà essere assolutamente quello di puntare sulla selezione precoce, l’agonismo esasperato e soprattutto la ricerca spasmodica del risultato immediato, ma arrivare ad ottenere dei successi attraverso una programmazione, una metodologia e una didattica il più possibile corrispondente all’età e ai bisogni (e ai sogni) dei bambini.
COMUNICATO UFFICIALE N° 1 DELLA FIGC – SETTORE GIOVANILE
L’attività calcistica giovanile è regolata sulla base dei principi dalla Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport ( Ginevra 1992 – Commissione Tempo Libero O.N.U. ) in appresso indicata, al fine di assicurare a tutti i bambini e le bambine:
IL DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE
IL DIRITTO DI FARE SPORT
IL DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO
IL DIRITTO DI ESSERE CIRCONDATI ED ALLENATI DA PERSONE COMPETENTI
IL DIRITTO DI SEGUIRE ALLENAMENTI ADEGUATI AI LORO RITMI
IL DIRITTO DI MISURARSI CON I GIOVANI CHE ABBIANO LE LORO STESSE POSSIBILITA’ DI SUCCESSO
IL DIRITTO A PARTECIPARE A COMPETIZIONI ADEGUATE ALLA LORO ETA’
IL DIRITTO DI PRATICARE SPORT IN ASSOLUTA SICUREZZA
IL DIRITTO DI AVERE I GIUSTI TEMPI DI RIPOSO
IL DIRITTO DI NON ESSERE UN CAMPIONE
E aggiungerei anche:
IL DIRITTO DI ESSERE UN CAMPIONE (prima parte)

Esattamente un anno fa, il 02/04/2013, alcuni amici, che avevano condiviso l’esperienza politica e amministrativa del gruppo consiliare “Uniti per Aquilonia”, in una affollatissima assemblea pubblica tenuta nella mediateca comunale, dava vita al laboratorio politico-culturale “AQUILONIA-CARBONARA”.
Nessuno, un anno fa, nemmeno i più incalliti ottimisti, avrebbe mai immaginato che la nuova associazione avrebbe conseguito un così largo successo: di critica e di interesse.
Senza peccare di presunzione o arroganza, sono i numeri a parlare chiaro: in un anno di attività il “visitors counter” del blog www.aquilonia-carbonara.it ha sfondato la soglia dei 171.000 contatti, mediamente quasi 500 persone ogni giorno si collegano al sito che parla di Aquilonia, e del territorio in generale, a tutto il mondo.
“AQUILONIA-CARBONARA” ha cercato di raccontare, nella maniera più obiettiva possibile, fatti e avvenimenti del nostro paese; ha cercato di dare voce a chiunque l’abbia richiesto; ha cercato di valorizzare le attività produttive del territorio.
Nel giorno della presentazione fu spiegato a chiare lettere che non si trattava di una iniziativa estemporanea né di una trovata elettorale, come tante che se ne ricordano in periodi di elezioni comunali, ma un progetto serio, ambizioso e lungimirante.
E così è stato.
Naturalmente alla base della nostra mission c’è l’impegno civico, questo fa parte del DNA dei suoi componenti.
Il primo grosso successo è stato conseguito nel maggio scorso quando il gruppo è stato protagonista della svolta amministrativa che ha portato Giancarlo De Vito alla guida del paese: in virtù di quel risultato, di portata storica, “AQUILONIA-CARBONARA” è presente in consiglio comunale con due rappresentanti (Vito Maglione e Mirco Annunziata) in pratica il 50% della maggioranza.
È iniziata una stagione nuova all’insegna dell’impegno e della partecipazione.
Il nostro laboratorio con una azione informativa costante e puntuale ha in un certo senso suonato la carica, è stata ed è al tempo stesso pungolo e sostegno dell’azione amministrativa. Siamo stati premiati elettoralmente prima e mediaticamente poi per la continua ricerca della verità (sempre e comunque) e per il coraggio di assumere posizioni chiare e precise.
La “politica” , quella nobile, è impegno civile e va fatta al di là delle cariche ricoperte. E’ questo il segreto del nostro successo e lo abbiamo ripetuto anche in passato. Il nostro motto è: la politica o la si fa o la si subisce. Noi abbiamo deciso di farla senza etichette e riteniamo modestamente di non aver sbagliato considerato il degrado che c’è in giro. Spesso abbiamo fatto da contraltare ad un grande RAGLIARE DI ASINI, che si avverte in paese e sui social network, gli stessi che nonostante continui cambi di casacca, percorrono imperterriti (proprio come gli asini) sempre lo stesso solco, il solco della incompetenza e dell’inconcludenza.
Non ci interessa a questo punto sederci sugli allori o crogiolarci per ciò che abbiamo realizzato o per il consenso avuto (tutto ciò “lo lasciamo a chi è maturo al punto giusto”): “AQUILONIA-CARBONARA” è proiettata verso nuove sfide.
Continueremo a raccontarci e a raccontare di avvenimenti salienti della collettività, di fatti di vita quotidiana, di avvenimenti politici e quant’altro abbia a che vedere con il nostro paese …….
……. con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro
