
L’evento “IL SEGRETO DELLA GRANDE QUERCIA” è strutturalmente legato alla storia di AQUILONIA e del suo territorio e ne rappresenta, all’interno de “Le Città Itineranti…..percorsi ed identità”, uno dei cardini della complessiva manifestazione;
IL SEGRETO DELLA GRANDE QUERCIA” sarà proposto in un singolare “racconto” attraverso una originale struttura e modalità narrativa.
Nel rispetto filologico dei peculiari avvenimenti storici, il “racconto” verrà offerto in uno spazio immaginario in cui le leggende popolari e le “metastorie” creano una miscellanea di suggestioni ed emozioni di straordinario impatto emotivo.
Lo spettacolo si terrà in uno spazio di particolare valenza storica e paesaggistica come la “Badia di San Vito “, rappresenterà un congruo spaccato delle potenzialità attrattive del territorio di riferimento e potrà contribuire a consolidare il ruolo che la specifica realtà territoriale si è ritagliata sul piano interregionale dell’offerta culturale.
Un intervento spettacolare di grande qualità, ricco di narrazione storica e di fascino immaginifico si proporrà nella “Arena di San Vito”: uno spettacolo pulsante in cui la terra, la sua grande quercia e l’aria, trovano una sintesi dentro il viaggio più avvincente che si possa fare, il viaggio nella fantasia lungo l’alveo della memoria e della storia dei luoghi.
Date Evento:
2/3/9/10/16/17/23/24 agosto 2014
ore 21.00 - Badia San Vito

La strage di Ustica fu un disastro aereo avvenuto nella sera di venerdì 27 giugno 1980, quando un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana Itavia, decollato dall'Aeroporto di Bologna e diretto all'Aeroporto di Palermo, si squarciò in volo all'improvviso e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Nell'evento persero la vita tutti gli 81 occupanti dell'aereo.
Molti aspetti di questo disastro, a partire dalle cause stesse, non sono ancora stati chiariti. Nel corso degli anni sulla strage di Ustica si sono dibattute principalmente le ipotesi di un coinvolgimento internazionale (in particolare francese, libico e statunitense), di un cedimento strutturale o di un attentato terroristico (un ordigno esplosivo nella toilette del velivolo).
Nel 2007 l'ex-presidente della Repubblica Cossiga, all'epoca della strage presidente del Consiglio, ha attribuito la responsabilità del disastro a un missile francese «a risonanza e non ad impatto» destinato ad abbattere l'aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi. Tesi analoga è alla base della conferma, da parte della Corte di Cassazione, della condanna al pagamento di un risarcimento ai familiari delle vittime inflitta in sede civile ai ministeri dei trasporti e della difesa dal Tribunale di Palermo.
I procedimenti penali per alto tradimento a carico di alcuni esponenti dei vertici militari italiani, cui si ascrisse che avrebbero ostacolato le indagini, si sono conclusi con l'assoluzione degli imputati.
La compagnia Itavia, già pesantemente indebitata, cessò le operazioni il 10 dicembre, il 12 dicembre le fu revocata la licenza di operatore aereo (su rinuncia della stessa compagnia), e nel giro di un anno si aprì la procedura di fallimento.
Dopo 34 anni la Francia ha deciso a sorpresa di collaborare all'inchiesta sulla strage di Ustica. E le prime ammissioni fatte da alcuni ex militari dell'Armeé de l'air ai pubblici ministeri di Roma - stando a quanto trapela da fonti di stampa - sbugiardano quella che è stata fino ad oggi la versione ufficiale di Parigi sui fatti del 27 giugno 1980.

Indecente lo scarica barile che state mettendo in scena. Il problema non è questo o quel giocatore, questo o quel modulo di gioco. Nel giorno in cui una giovane vita viene spezzata a causa di un balordo (uno dei tanti) espressione di un "tifo" padrone degli stadi che ogni domenica tiene in scacco le Società di calcio e le Istituzioni ad ogni livello, si cerca di addossare ad altri le proprie responsabilità e la pochezza dimostrata, offendendo ancor più l'intelligenza del popolo italiano.
È stato un martedì nero per il calcio italiano, non per l’eliminazione meritatissima della Nazionale ma perché è morto Ciro, ucciso dall’intolleranza territoriale “tollerata” dai vertici del calcio nazionale.
Lo staff di Aquilonia Carbonara si associa al dolore della famiglia Esposito.

