manuela

"NOZZE D’AUTORE AL GRONKI"

Salone della Sposa e dell’Artigianato ad Aquilonia

Madrina Manuela Arcuri

13 e 14 dicembre 2014 - Aquilonia (AV)

Comunicato stampa di martedì 2 dicembre 2014

 

NOZZE D’AUTORE AL GRONKI” CON MANUELA ARCURI.

ALL’INTERNO DEL SALONE DELLA SPOSA ESPOSIZIONE DEDICATA ALLO SPOSALIZIO A CURA DEL MUSEO ETNOGRAFICO DI AQUILONIA.

Non soltanto promozione dell’artigianato e del commercio a “Nozze d’Autore al Gronki” ma anche promozione dell’arte e del patrimonio culturale locale.

Nell’ambito del Salone della Sposa e dell’Artigianato ad Aquilonia organizzato per i giorni 13 e 14 dicembre 2014 dalla Tordiglione Production con il patrocinio del Comune di Aquilonia e la partecipazione straordinaria di Manuela Arcuri, ci sarà anche una piccola mostra dedicata allo “sposalizio” a cura dell’Associazione “Beniamino Tartaglia”; un momento di “amarcord”, un tuffo nel passato, nella tradizione contadina, fortemente voluto dalla Tordiglione Production, che ha messo a disposizione dello straordinario Museo Etnografico di Aquilonia uno spazio espositivo proprio per contribuire alla promozione di un tale, prezioso, patrimonio storico-culturale.

Alla cerimonia inaugurale che si terrà alle ore 10,00 nella hall del Gronki Hotel alla presenza di numerose autorità tra le quali il Consigliere regionale Ettore Zecchino, l’On. Sandra Lonardo, il Presidente della Comunità Montana Alta Irpinia, Mario Rizzi, ci sarà, a fare gli onori di casa, il Sindaco di Aquilonia, Giancarlo De Vito:

“La nostra piccola comunità è pronta ad accogliere questo interessante evento dedicato alla cerimonia nuziale e la sua madrina di prestigio, Manuela Arcuri- afferma De Vito-. Sono grato a Walter Tordiglione per aver scelto Aquilonia trovando questa felice sinergia con il Gronki, struttura particolarmente dinamica e ricettiva. Il nostro è un territorio di cerniera tra l’Irpinia e la Lucania dunque questa è una gradita occasione per mettere insieme imprenditori, esercenti, artigiani e naturalmente anche il pubblico, delle due regioni, Campania e Basilicata. Sono convinto che questo Salone sarà momento di scambio culturale e commerciale e quindi di promozione del territorio e di spinta all’economia”.

Abiti da sposa, addobbi floreali, bomboniere, confettate, servizio fotografico, viaggio di nozze, trucco e parrucco e finanche l’arredamento per la nuova casa. I promessi sposi irpini e lucani attraverso il percorso espositivo del Salone della Sposa e dell’Artigianato ad Aquilonia, potranno davvero compiere ogni scelta legata al giorno più importante della loro vita. Inoltre, in palio per le coppie, un magnifico soggiorno offerto da Ugo La Porta Viaggi di Ariano Irpino.

Come detto, promozione anche di forme artistiche. Altra chicca della due giorni, infatti, sarà l’abbinamento, in una delle sale del Gronki, dei gioielli d’autore con la musica. Accanto alla esclusiva mostra dei pezzi artistici del maestro orafo Luciano Capossela di Calitri vi sarà l’accompagnamento musicale di due diverse accademie. Nella prima giornata- sabato 13 dicembre- toccherà ai giovani e promettenti allievi dell’Accademia Musicale “F. Guarente” dei maestri Pina Cassano e Laura Intinghero di Montemiletto, che si alterneranno in brani tratti da un repertorio vario e piacevole che spazierà dalla musica pop a quella classica e lirica. Nella seconda giornata, domenica 14 dicembre, sarà la volta della “Centro Didattico Musicale Ouverture di Fontanarosa” dei Maestri Maria Teresa Ruzza e Giuseppe Tete che presenterà l’Ouverture Gospel Family, coro polifonico composto da ragazzi dai tredici anni in su, guidati dal Maestro Barbara Vesce, che, con impegno e passione, propongono brani tratti dal repertorio classico gospel e natalizio, ma anche pop, rock, blues, riarrangiati in chiave corale nel loro primo album dal titolo emblematico: “Together”.

E a proposito di musica e spettacolo, da non perdere, a chiosa del Salone della Sposa e dell’Artigianato ad Aquilonia, l’evento “Nozze d’Autore al Gronki” presentato proprio da Manuela Arcuri insieme al divertentissimo Enzo Costanza, che si svolgerà nella sala da ballo del Gronki a partire dalle ore 21 di domenica 14 dicembre. Tra gli ospiti: l’enfant prodige Nicholas Porto, la violinista pop Mariella Pizzuti e l’imitatore ufficiale di Renato Zero, Nando de Renà. La moda sposi sarà protagonista. In passerella le ultime collezioni degli ateliers: Alisa King di Ariano Irpino, Gallery di Mirabella Eclano, Helena Evento Sposa di Atella. Inoltre sfileranno i capi in pelle e pelliccia di Franco De Roma Group di Milano e gli occhiali di tendenza per la prossima estate di “Lunettes Ottica” di Sant’Andrea di Conza. Manuela Arcuri e le otto top model saranno pettinate da Antonietta Stile di Grottaminarda e truccate da DebyCenter di Debora Lo Conte di Melito Irpino.

La serata resa possibile grazie agli sponsor ufficiali Hotel ristorante “Vecchia Taverna” ad Oliveto Citra di Umberto Scaglione, Gelati “Vanilla” a Frigento di Antonio Loguratolo e Cattolica assicurazione, agenzia di Calitri di Agostino Di Salvo, sarà uno spumeggiante mix di moda, musica e cabaret. L’ingresso sarà libero, sia per l’evento serale che per il Salone della Sposa che sarà visitabile dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 22,00.  

anto

C’è un nesso tra la musica e la vita che ha a che fare con il misticismo.
Questo è quanto emerge da un artista come Antonio Onorato che ha raccontato a’ Il Giornale Digitale della musica, la sua più grande passione, del Jazz, quella disciplina che non è per tutti, e dell’amore per i Paesi Vesuviani, che ti donano una carica vulcanica ineguagliabile.

Chitarrista per passione e per lavoro. Da anni al fianco di Pino Daniele. Ma al di là delle corde e dei palchi, chi è Antonio Onorato?

Antonio: Una persona semplice e che conduce una vita normalissima, come tutti, ma che ha una grande passione per la musica. Vivo per la musica e anche quando non lavoro le miei giornate sono dedicate ad essa. Studio tantissimo, mi esercito molto ogni giorno. È il sacrificio di chi ha una grande passione. Pensa che quando ero piccolo i miei amici mi venivano a chiamare per andare a giocare a pallone e io rispondevo: “Ci vediamo più tardi, vi raggiungo” e intanto rimanevo con la mia chitarra a suonare e a studiare scale e arpeggi che ancora non conoscevo bene.

Originario della provincia di Napoli.
Che rapporto hai con la tua terra?

Antonio: Io amo Torre del Greco. Questi Vesuvuiani sono paesi speciali. Discuto spesso della diversità che c’è tra i musicisti Napoletani e quelli Vesuviani. I musicisti che vengono dai Paesi Vesuviani, infatti, hanno una caratteristica diversa, hanno una parte vulcanica, magmatica, oltre all’influenza del Golfo di Napoli e, quindi, del mare e del suo clima. Noi subiamo anche l’influenza del Vesuvio. Quando ero piccolo, lo faccio ancora oggi a dire il vero, salivo sul Vesuvio per ascoltare quel brusio che ti porta i rumori della città che c’è sotto. È un’esperienza mistica che bisogna provare per poter capire.

Ho sempre vissuto alle pendici del Vesuvio e le persone mi hanno sempre detto: “Tu sei pazzo. Ma come fai, non hai paura? Questa è una polveriera”. Rispondevo che dopo un po’ ci si fa l’abitudine e che, in realtà, il Vesuvio diventa un tuo amico. Un’entità con cui parlare e dalla quale prendere energia.

Socialmente quanto ritieni sia importante la musica?

Antonio: Mi ricordo un’intervista di Carlos Santana nella quale diceva che la musica alla lunga è più potente delle bombe di Bush. La musica è un mezzo potentissimo. Prima di suonare io cerco sempre di captare tutta l’energia per farla fluire attraverso di me e regalarla al pubblico. Quando si va ai concerti bisognerebbe focalizzarsi su questa cosa, bisognerebbe restare concentrati e non distrarsi mai perché in quel momento si sta ricevendo un’energia positiva che è terapeutica. Pubblico e artista diventano un tutt’uno. E questo ci fa ritornare ad una sensazione primordiale, ovvero che noi siamo tutti uno solo. Lo dicevano gli Indiani d’America e se noi capissimo questo concetto, l’umanità progredirebbe molto.

La musica di fatto avvicina le persone. Come ne caso di te e Pino Daniele, è più di 20 anni che lavorate assieme, che rapporto avete?

Antonio: Il rapporto con Pino è un rapporto stupendo, di amicizia e di stima reciproca. Seguo Pino da quando ero un bambino, lui è uno dei miei musicisti preferiti da sempre a livello mondiale. Quando poi ho avuto modo di conoscerlo e poi di collaborare con lui per me è stata la realizzazione di un sogno.

Un concerto che ti ha lasciato un ricordo speciale che hai piacere di condividere con noi?

Antonio: Ce ne sono diversi, ma il concerto che ho fato al Blue Note di New York lo ricorderò per sempre. Il Blu Note è proprio il tempio del jazz, è il club jazz per antonomasia in cui hanno suonato i musicisti jazz più grandi di tutti i tempi come Louis Armstrong. E quando è successo a me di suonare lì è stata una delle emozioni più grandi della mia vita. La serata si chiamava “Jazz made in Naples” e quando mi hanno presentato, con tanto di presentazione all’americana with Antonio Onorato è stata un’emozione unica.

Sei considerato uno dei maggiori esponenti del Jazz. Cosa ti ha fatto decidere di dedicare la tua vita proprio a questo genere di musica?

Antonio: Per me il jazz è stato un approdo naturale. Premetto che amo tutta la musica: il rock, il blues, la musica classica, quella pop se fatta bene. Ma il Jazz mi rispecchia: io sono un po’ un ricercatore e il jazz è quella musica che ti da la possibilità di esprimere quanto hai immagazzinato attraverso la tua ricerca. Conta molto l’improvvisazione. Hai un canovaccio da seguire e attorno a quel canovaccio, sera dopo sera, tu aggiungi delle cose. Non è facile perché presuppone un grande studio e una grande padronanza linguistica. Il Jazz è una sfida continua. Ecco perché o lo si odia o lo si ama: non è per tutti.

Se dovessi, oggi, esprimere un desiderio per il tuo successo professionale, quale sarebbe?

Antonio: I sogni non finiscono mai, se smettiamo di sognare abbiamo finito un po’ di vivere e quindi sì. Io scrivo anche musiche per orchestra, uno dei miei sogni che mi piacerebbe vedere realizzato è una grande tournée nei grandi teatri di Europa con un’orchestra sinfonica che esegue le mie composizioni.

Ci sono nuovi programmi all’orizzonte?

Antonio: Sì, sto scrivendo i brani del mio nuovo disco. Adesso sono in quella fase in cui li scrivo, li lascio lì qualche giorno e poi li rileggo e decido se mi piacciono o no, ma uscirà a breve.

Grazie Antonio, prima di salutarti ti chiedo se c’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Antonio: No, direi che abbiamo parlato di cose interessanti e sono contento di quello che ci siamo detti, è emerso – credo – qualcosa che va al di là della professione: la passione, la musica, la vita. Grazie a te.

 

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