GOCCE DI NOTTE di Valentina Mariani

Riceviamo da Valentina Mariani (di origini aquiloniesi) e molto volentieri pubblichiamo

 

“Il mio libro è un po' ciò che, brevemente, proverò di seguito a descrivere: un viaggio ideale attraverso stagioni reali e simboliche, fisiche ed emotive.

La centralità della natura, propria dello haiku, riporta ad elementi descrittivi che sono quasi sempre metafore. La mia formazione filosofica e la mia provenienza occidentale, difatti, costruiscono archetipi stratificati e polisemantici. Ma è, in definitiva, il fluire sonoro e degli elementi a marcare i vari punti di possibilità emozionale ed interpretativa del lettore.

 

Gli elementi riferibili a eventi atmosferici ed alle stagioni (in giapponese, kigo), propri della formalità concettuale e contenutistica dello haiku, sono presenti e danno il la a prime interpretazioni immediate. Può esserci, a seconda di chi legge e-o di quando legge, altro dietro, ma lo haiku, secondo i puristi, addirittura non va affatto spiegato, perché si lascia al lettore (un secondo poeta, secondo alcuni) la libertà creativa di far propria una poesia breve, poco diretta, poco perosnale, perciò universalizzabile. Ad ogni modo un discorso, un dialogo intorno allo haiku e a quello che può rappresentare, filosoficamente, eticamente, esteticamente, è a mio avviso, mio e degli editori, molto interessante. 

La circolarità è elemento imprescindibile e caratterizzante di questa raccolta, insieme ai (correlati) concetti di trasformazione e rinascita. Il legame con la filosofia zen è di tutta evidenza, così come il viaggio che è cambiamento interiore ed esplorazione dei simboli emozionali. da qui, anche, la circolarità che è rinnovamento e trasformazione.

E così, istantaneità e circolarità si uniscono in un territorio astratto, acquatico o aereo, indicando a chi legge tracce da compiere in autonomia e da completare.

Questo è l'auspicio mio maggiore”.

Valentina Mariani

 

Cosa sono gli haiku

Gli haiku sono una delle più semplici e sincere forme di poesia giapponese. Sono componimenti nati in Giappone nel diciassettesimo secolo, formati da tre versi costituiti in totale da 17 more secondo lo schema 5-7-5. Una mora nella metrica classica era l’unità di misura della durata delle sillabe. Non è una sillaba (anche se spesso viene equiparata ad essa), perché una sillaba può contenere anche due more. Da quando sono state fatte le prime traduzioni di haiku in occidente a questo genere poetico si sono affezionati alcuni dei più grandi scrittori del Novecento, da Rainer Maria Rikle a Paul Eluard. In Italia, si avvicinarono agli haiku alcuni poeti che hanno abbracciato la corrente dell’ermetismo, come Ungaretti e Quasimodo.

 

Nel fare i complimenti a Valentina per la sua opera , informiamo chi è interessato ad acquistare una copia del testo che può rivolgersi allo staff di Aquilonia-Carbonara.

aaavale

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