RENZI RICEVE L’INCARICO DI FORMARE IL GOVERNO

LelloGala

IL PARERE DI LELLO GALA

 

 

Faccio veramente tanta fatica a comprendere quello che sta accadendo oggi in Italia.

Mi riferisco, ovviamente alle vicende politiche. Anche se, per la verità di politica, almeno quella che intendo io, c’è ben poco.

Meno di un anno fa, all’indomani delle elezioni politiche del 2013, che di fatto non furono vinte da nessuno, dopo un penoso tira e molla fu deciso di dare vita ad un governo così detto di “larghe intese”. Vi aderirono il Partito Democratico e, fino a quando gli ha fatto comodo, il Popolo delle Libertà.

Chi poi è rimasto a fare da stampella, o se preferite gli utili idioti, lo ha fatto, come dimostrato dalle vicende dall’ex ministro Di Girolamo, esclusivamente per tornaconto personale. Lo scopo di quell’accordo, di portata storica e di cui il presidente della Repubblica si era fatto garante, era quello di fare provvedimenti urgenti per far uscire il Paese dalla crisi, di approvare una nuova legge elettorale e quindi ritornare subito al voto. Non è stata fatta, volutamente, né l’una e né l’altra cosa.

 Oggi, dopo dieci mesi di squallore assoluto, assistiamo all’ennesima farsa, all’ennesima trama alle spalle dei cittadini onesti, infatti, salvo colpi di scena, sta per nascere il terzo governo consecutivo che non passa attraverso il consenso popolare. Cosa, questa, di una gravità assoluta che mette a repentaglio la vita stessa della democrazia italiana.

 

Da Renzi, per la verità, mi sarei aspettato ben altro.

Personalmente avevo ben gradito l’accordo con Forza Italia per fare le riforme e la legge elettorale certo come sono che le regole, in politica, vanno scritte insieme. Ero favorevole perché ero convinto (per la verità ce l’avevano fatto credere) che poi si sarebbe andati al voto. Nulla di tutto ciò. Nell’arco di pochi giorni abbiamo assistito ad un cambio repentino di strategia da parte dell’ormai ex sindaco di Firenze. Potrei in questa sede ripetere tutte le promesse da marinaio fatte da Renzi all’indomani della sua plebiscitaria elezione a segretario del PD ma la rete è satura delle sue esternazioni, a mò di esempio cito solo “enricostaisereno”, ed è tutto dire.

Secondo il mio modesto parere, invece, c’è poco da stare sereni, c’è evidente puzza di bruciato, c’è qualcosa che non torna come dovrebbe.

 

Io, per tutte queste considerazioni, non mi unisco a questo andazzo e continuo a preferire la politica di ieri quando, per dirla con le parole tratte dal libro “Ricordati di Vivere” del mio maestro Claudio Martelli

 

“... fare vita di partito vuol dire vivere in comunità con gente che è “la tua gente” ancor prima di conoscerla, e dunque ha diritto di interrogarti, di affidarti, di tributarti affetto come rifilarti grane e rivolgerti contestazioni. Sei esposto a mille sollecitazioni, a mille stimoli, a tutte le conseguenze di un’intimità pubblica, conclamata, esigente e combattiva.

Se fai politica, non puoi sottrarti, essere triste, stanco, depresso o distratto: devi trasmettere idee, coraggio, fiducia ed entusiasmo. Dunque, devi nutrirli dentro di te ed essere pronto a risvegliarli in ogni momento. Vivere in comunità significa vivere in una famiglia allargata, smisurata, dentro la quale la tua, di famiglia, perde la sua centralità, la sua priorità, il suo trono. Come tutti gli apostoli di tutti i vangeli, ti abitui a trascurare sposa e figli per vivere con i compagni la storia che si compie ogni giorno; ti abitui a disertare gli appuntamenti di una vita ordinata per inseguire quelli scanditi dalle cronache. ...”

 

Oggi, invece, la scena politica, al di la dei nani, delle ballerine, dei comici che ci fanno vedere per televisione, è dominata, a mio giudizio, da oscure lobby. Non c’è più passione per l’impegno civico, non c’è più entusiasmo, non c’è rispetto; il recente scandalo del direttore dell’INPS Mastrapasqua, un solo viso per venticinque culi (uno per ogni poltrona), è solo l’ultimo esempio di come la politica è degenerata.

 

Ripeto, non è utopistico pensare che l’Italia è a rischio caos atteso che manca la cosa fondamentale che una democrazia compiuta deve avere: il filo diretto tra eletto ed elettore.

Usciremo da queste sabbie mobili solo quando sarà ridata la parola agli elettori, solo quando i cittadini si riapproprieranno del diritto-dovere di scegliere i propri governanti.

Sono anni ormai che i cittadini italiani non sono più liberi di votare, e questa è una vergogna tutta italiana.

Il vero dramma, che pochi hanno il coraggio di raccontare, è che non è la legge elettorale attuale ad essere un PORCELLUM, sono i PORCELLIN (di tutti gli schieramenti pseudo-politici) che non vogliono cambiarla perchè stanno troppo comodi seduti e sanno bene che se la parola passa al popolo per la gran parte di loro non ci sarà più spazio.

 

Ringrazio gli amici di “Aquilonia-Carbonara” per lo spazio che mi è stato concesso e faccio i complimenti per lo straordinario successo che sta avendo il blog.

 

 

Lello GALA

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