BENJI RUSSO, UN VIP TRA I VIP

beniamino russo

BENJI RUSSO, UN VIP TRA I VIP

 

Ci fa molto piacere, a beneficio di quanti non l’hanno ancora letta, pubblicare sul nostro blog l’intervista rilasciata dal nostro concittadino, nonchè caro amico, Beniamino Russo a InfoIrpinia.

 

 

Ci fa piacere pubblicarla non solo perchè Benij è un ragazzo di Aquilonia, ma soprattutto per il contenuto dell’intervista stessa, ricca, a nostro giudizio, di una notevole carica emotiva oltre che di grande interesse.

 

Per noi è stato estremamente bello leggere l’esperienza di un ragazzo che partito giovanissimo dalla sua terra, che a suo dire ama a dismisura, ha cercato e ottenuto fortuna al Nord facendo tanti sacrifici. La cosa che più di tutte ci piace rimarcare di Benij è la sua grande umiltà e il forte legame con la terra natia, non è cosa da tutti, si vede che ha ricevuto una buona educazione dai suoi formidabili genitori.

 

Caro Benij, noi di Aquilonia-Carbonara siamo orgogliosi di dare spazio alla tua storia perchè in fondo è anche la storia di tanti ragazzi che pur avendo dovuto lasciare il nostro paese non hanno mai smesso di amarlo. Ti facciamo i complimenti per il tuo lavoro, sappiamo che il tuo locale è frequentato da gente famosa anche se, per quanto ci riguarda, il nostro VIP sei tu per essere riuscito a farti valere in un ambiente non facile e in un momento difficile.
 
Bravo davvero e sempre FORZA LUPI.

 

Un Irpino a Milano 

 

Beniamino è un ragazzo che da Aquilonia e San Pietro (fraz. di Montoro Superiore), paesi in cui è cresciuto, si è trovato a costruire la sua vita in una realtà molto diversa: la metropoli milanese. Lì ha messo su un'attività di successo, ma non ha mai tradito le sue origini.

1) Beniamino, cosa porti della tua terra di origine sempre con te?

La sciarpa dell'Avellino in macchina.Conservo soprattutto i princìpi della mia terra, infatti non mi piace apparire. Non ho mai rinnegato le mie origini, facendo sapere a chiunque scambiasse due chiacchiere con me quali fossero le mie radici: questo mi ha aiutato a trovare centinaia di Irpini anche qui!

2) Irpinia-Milano: tre differenze negli stili di vita.

Lo stile di vita è talmente diverso che le differenze sono abissali! Innanzitutto i valori familiari: meno profondi e calorosi rispetto a quelli vissuti da me in Irpinia! Seconda differenza, lavorando nella ristorazione, è la genuinità delle materie prime, merce rara qui (comunque basta spostarsi un po' e qualcosa di buono si trova). Infine lo stress: inesistente in Irpinia, qui ti assedia ogni giorno!

3) Quando senti più forte la mancanza dei tuoi Paesi di origine?

A volte è davvero dura. Sarebbe banale dire durante le festività, ma la mia terra mi manca sempre, ogni giorno. Sono un Irpino dipendente! Aquilonia e San Pietro sono i luoghi in cui sono cresciuto: quando il mio telefono squilla e la telefonata proviene da questi due magici posti, tocco l'apice della nostalgia.

4) Quando sei partito? E come hai iniziato lì?

Nel '98 finito l'esame di ragioneria presi la valigia e partii per Milano. Già il 28 luglio (giorno del mio 20esimo compleanno) trovai un lavoro come manovale a scavare pozzi di scarico in villette: uno dei peggiori lavori possibili (scavi la cacca). Tempo tre mesi e cambiai lavoro, passando in un bar di tendenza a Milano, ma non solo: praticamente mi svegliavo alle 3.30, andavo a consegnare i quotidiani fino alle 5.40 ed alle 6 cominciavo nel bar. Finivo alle 16 ed alle 19 ero in pizzeria di mia sorella a fare consegne a domicilio. Dopo 6 anni di gavetta un cliente mi fece una proposta che a livello economico non conveniva, ma come prestigio mi allettò molto: andare in centro a Milano per fare il salto di qualità! Dal 2005 ad oggi è stato un continuo crescendo fino ai premi “Gambero rosso”, rassegne stampa e prestigio personale con amicizie anche nel mondo dello spettacolo. Oggi sono qui al Colonial Café, tappa fissa di molti Irpini a Milano!
L'Irpinia quando non ce l'hai, te la crei.

5) Cosa ha significato per te vedere le foto in Concorso per il Calendario di Info Irpinia, lì da dove sei?

Sono venuto a conoscenza di INFO IRPINIA grazie ad un amico di Andretta, conosciuto a Milano. Le foto del concorso per me hanno un significato enorme perché mi fanno rivedere, ricordare e rivivere tutti quei posti che hanno fatto parte della mia infanzia, oppure conoscere posti nuovi che non ho mai avuto modo di visitare. Le foto rappresentano quel sentimento magico che ogni Irpino migrante, ma ogni Irpino direi, vorrebbe vivere nell'istante dello scatto! Grazie ad Info Irpinia per tutto quello che fa per la propria terra, esempio pulito di un territorio che vuole crescere! 

6) Ogni quanto torni qui?

I primi anni tornavo giù una volta l'anno: la voglia di crearmi una posizione mi faceva combattere la nostalgia. Oggi diciamo che non le conto più! Ricordo di una volta che in preda ad una crisi di nostalgia, finito di lavorare alle 14, presi la mia macchina e partii arrivando lì in serata, solo per cenare con la mia famiglia ed una decina di amici. Poi subito ripartii per essere pronto alle 8 in punto della mattina dopo, per preparare le colazioni ai miei clienti.

7) Chi ti manca di più è ancora in Irpinia? Vuoi dedicargli un pensiero da qui?

Ci sono 3 persone che mi mancano in maniera spropositata e che ringrazierò per tutta la vita. L'amica del cuore che mi ha insegnato il coraggio è Donatina Capraro, per tutti Joe, che vive ancora ad Aquilonia e saluto; mio cugino Domenico Memoli, Mimmo per gli amici, che sta nelle Marche a Porto Sant'Elpidio a Mare, il quale mi ha insegnato a vivere; infine la terza persona sono io a 20 anni, quel ragazzo che ebbe il coraggio di mollare tutto e andar via da quel paese che amava, con le lacrime agli occhi ed un unico desiderio.

8) Ti è mai capitato di essere chiamato ''terrone''?

A questa domanda rispondo con serenità e pura ironia! Più volte venni definito "terùn" appena arrivato a Milano, così nel giro di poche settimane mi feci stampare una maglietta da calcio con il numero 1 (perché sono portiere) con la scritta "EL TERUN". Questo modo di ironizzare spiazzò tutti, anche i miei paesani che credevano fossi diventato razzista! In realtà la parola ha perso quel senso di onta marcata degli anni 60/70 e l'ironia fu la risposta giusta.

9) Differenze caratteriali che riscontri lì?

Le differenze caratteriali sono tante e posso dire con certezza a tutti che prima di etichettare un modo di essere, di vivere o di fare, bisognerebbe conoscerlo bene ed immedesimarcisi per poterne capire le motivazioni. È facile dire che al nord sono freddi, al sud sono accoglienti e da qui creare questa differenza. Io ho vissuto 19 anni in Irpinia e 16 a Milano ed ho moltissimi amici milanesi da tempo ormai: potrei arrivare a dire che gli abitanti delle campagne milanesi sono semplicemente dei terroni con un altro accento 

10) Cosa pensi manchi davvero all'Irpinia per rinascere?

All'Irpinia non manca nulla per poter crescere come si deve, forse un po' più di coraggio nel restare a combattere, piuttosto che scappare. Se tutti i migranti Irpini tornassero in patria con le loro competenze acquisite, se ci fosse un mercato regolato dal merito e non da altro, se si fosse davvero uniti, davvero l'Irpinia potrebbe ripartire anche economicamente e nel turismo.
Dice un detto africano: "Se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano corri in gruppo". Io ci credo.

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